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Post dell’altro Andrea (Andrea B.), ovvero… Chaotic!

Il mimo d’oro della Thailandia

Sono di ritorno da un viaggetto di qualche giorno in mete esotiche. Conosco il rischio di dire che son stato 10 giorni in Thailandia e dintorni, so che nomea ha la Thailandia e per cosa è tristemente nota ma vi assicuro che con quelle cose non ho nulla a che fare. Avrete capito che parlavo delle saponette, odio da sempre la nomea che hanno le saponette Thai quindi ho voluto smentire sin da subito, per chiarezza. Sono andato con Dipy che alcuni di voi che mi seguono dall’epoca del livejournal forse ricorderanno, rispettive consorti e un amica, ma non è della compagnia che vorrei parlarvi ora quanto della tradizione del Mimo d’oro.

Il mimo d’oro è il premio che si prende un viaggio quando tocca il suo limite massimo di marciume, quando non può cadere più in basso di così, il darwin award di una vacanza insomma. Prende il suo nome da uno storico interrail in cui non volevamo spendere un soldo per dormire e ci accontentavamo di buchi che qualcuno aveva il coraggio di chiamare ostelli, fino a finire in quel di Monaco dove la stanza che prendemmo era la più economica del globo e si trovava nel sotterraneo di un hotel, la porta della stanza dava sul parcheggio interrato (non a distanza, ci dava proprio contro, aprivi la porta e rischiavi di colpire un fanale), l’unica finestra era una grata sul soffitto che dava sul marciapiede quindi potevi goderti un ottima vista di suole di scarpe, se eri fortunato non ti cadevano in testa le cicche di chi ci passava sopra. Non solo, era una camerata da 8 persone, l’unico segno di vita oltre noi era una sacca di un’altro avventore. Una sacca con dei vestiti, tutti dipinti d’oro. Sacca d’oro, giacca d’oro, guantini d’oro, tutto d’oro. Era la sacca di un mimo da strada, d’oro. Apro l’armadio per metterci i vestiti e mi rimangono i due pomelli in mano, quel momento ha segnato la nascita del premio mimo d’oro. Il meglio del peggio di un viaggio.

Ecco la classifica dei Mimi del nostro viaggio in Thailandia

3° posto – Mimo di rame: Rafting in canoa di Bambù, queste canoe sono 10 bambù legati insieme, senza protezione. La differenza rispetto a una canoa è che sei immerso praticamente al 50% nell’acqua, il che può esser piacevole. Ammesso e non concesso che il rafting non finisca direttamente nella pozza allegramente utilizzata come cacatoio per gli elefanti che abbiamo cavalcato poche ore prima. La zattera è così lenta che si può constatare tutto il menù pachidermico di questi ben nutriti amici. Aggiungeteci che di colpo il passeggero davanti a Dipy comunica che la sua vescica non ha più autonomia e sta condendo ancora di più l’acqua in cui eravamo immersi.

2° posto – Mimo d’argento: Per passare il confine Cambogiano passiamo da un pick up all’altro in maniera molto losca, ancora oggi non ne conosciamo il motivo. Da furgoncino a furgoncino per finire come i tipici immigrati messicani in cerca di lavoro che si vedono nei film. Il viaggio continua in una strada senza asfalto che sembra disegnata da qualcuno legato a un otto volante, davamo così tante craniate che potete ancora fare il calco delle nostre teste in 28 espressioni differenti nella carrozzeria della macchina. Non meriterebbe un mimo se non aggiungessi queste due perle. Il furgoncino è super caricato di bagagli, è un mistero come potesse muoversi, Dipy e Serena (compagna di viaggio) passano alcune ore a fare muro, quasi in piedi sui sedili, braccia spalancate stile Gesù, per bloccare la valanga di pesantissimi valigioni messi a cazzo nel retro da tre passeggeri che non avrebbero dovuto esserci. Io seduto poco più avanti mi godo la presenza di un essere mitologico che Noè non avrebbe mai e poi mai dovuto salvare dall’anneggamento. La guida turistica straniera che fa la simpatica nella tua lingua madre. Sa sei/ sette parole e le ripete ossessivamente. Non sa che non sono parole, sono nomi, frasi gutturali, a volte semplici rutti, vuole farti ridere e te le ripete finchè non lo fai. Le parole più gettonate di questo James, guida thailandese di 50 anni, erano: Signorina (detto alla Stanlio e Ollio) trombatanto, ‘ncelotti e Berlusconi. Ogni 4 minuti esce dalla stasi e si gira fissandoti negli occhi, quando la tensione è al massimo e si sente persino il rumore delle gocce di sudore che scendono sulla mia faccia annuncia: “ora: una barzelletta” racconta delle barzellette oscene, non riesci nemmeno a ridere per cortesia perchè non si capisce quando finiscono, quindi pensa che lo scemo sia tu e te la spiega, anche due volte. Quando capisce che il gelo non finirà svia dicendoti “bella panza, come Berlusconi”. Il viaggio dura 4 ore. Salta l’aria condizionata. E ora: una barzelletta.

1° posto – Mimo d’oro: Il momento più marcio io e Dipy abbiamo scoperto di averlo vissuto in parallelo senza saperlo, ce lo siamo raccontati solo qualche ora dopo scoprendo di aver fatto gli stessi ragionamenti. Piccola precisazione, la moneta thailandese e il prezzo della vita sono davvero infime, con pochi euro hai in cambio molte banconote che valgono praticamente nulla. Detto questo comprare dei fazzoletti di carta non sarebbe stata una grande spesa. Questo è il pensiero che facemmo, a fatto compiuto, nei disgustosi cessi della stazione di Chang Mai rendendoci entrambi conto che i rispettivi contenitori della carta igienica erano vuoti. Entrambi probabilmente in contemporanea tirammo fuori quelle mazzette di banconote guardandole con un po’ di tristezza mista a speranza, alla fine usarle per comprare carta o come carta avrebbe fatto poca differenza (se non fosse che c’è l’immagine del re sui soldi, e i thailandesi sono molto suscettibili nei confronti dei loro reali, avremmo dovuto sperare che le prove scivolassero nel water senza fare ritorno) Fortuna volle che entrambi avevamo le tasche ancora piene dei larghissimi e lunghi scontrini del seven eleven. E il consumismo salvò di nuovo tutti da una situazione di cacca!

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L’angoletto dei film – il ritorno! Mercedes World

Avete visto l’ultima pubblicità della Mercedes? Quella con i dinosauri? La potrete vedere al cinema in questi giorni se comprato un biglietto per Jurassic World.Mercedes-GLE-Coupe-Jurassic-World_horizontal_lancio_sezione_grande_doppio

Tanto per cominciare prima di parlare di questo argomento vi chiederete: e mo questo chi è? (o chi mi conosceva tempo fa dirà semplicemente: dov’è stato tutti questi anni?) Presto queste risposte incredibili ma prima voglio scaldarmi con un post leggero che tratta dell’argomento: chi diavolo ha approvato il Jurassic World?

La sicurezza del parco

Siamo nel 1993, un team di esperti viene mandato in questo visionario parco ad analizzarlo in tutti gli ambiti, specialmente quello fondamentale: la sicurezza! Risulta? Un fallimento su carta e sul campo visto che ci sono svariate vittime persino nel personale specializzato e addetto alla sicurezza! Il rapporto cita insomma “Buona l’idea ma il ragazzo non si applica” Giustamente il progetto viene abbandonato, la Ingen ci riprova pochi anni dopo con un progetto alternativo e muoiono tutti, un dinosauro terrorizza la città sbranando gente a destra e a manca! Una compagnia che usa la logica quindi cosa decide di fare? Lasciamo perdere i parchi e ci dedichiamo a utilizzare al meglio la nostra tecnologia? Ci dedichiamo alla clonazione per scopi più utili di uno zoo? NO! Cambiamo una parola dal nostro brand e costruiamo un nuovo parco letteralmente sopra il primo! Benvenuti a Jurassic World! (spoiler da qui in poi)

Abbiamo un nuovo parco, già ha aperto, già ha annoiato. Non so se è chiaro: i dinosauri vivi hanno annoiato il pubblico dopo un paio d’anni di apertura. Quindi direte, hanno finalmente risolto i problemi di sicurezza che hanno distrutto il primo tentativo? Analizziamoli allora!

– I recinti dei dinosauri sono stati un grosso problema, in caso di black out ad esempio abbiamo imparato che le recinzioni elettrificate possono diventare deboli. Ok togliamole del tutto, lasciamo solo dei muri scavalcabili e totalmente privi di altre misure di controllo (che potrebbe andare storto?)

– Abbiamo visto che le jeep erano poco sicure , ci son state vittime. No problem, le sostituiamo con pallottole di vetro infrangibili (eccetto quando sventuratamente si rompono) senza controllo remoto o possibilità di blocco dalla sicurezza in caso qualcuno voglia fare fuori pista e a quanto pare senza un satellitare sempre connesso o un sistema di comunicazioni. Insomma na palla di vetro, manca giusto la neve dentro in caso qualche dinosauro nostalgico voglia agitarla e godersi la vista prima di mangiarsi il contenuto (che potrebbe andare storto?)

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– Metteremo vetri infrangibili nelle gabbie, tranne che nella voliera che è fatta tutta di vetro (che potrebbe andare storto?) In caso di pericolo nel vecchio parco abbiamo imparato che semplici porte non fermerebbero molti dinosauri, nonostante siano d’acciaio loro imparano a usare le maniglie, quindi risolviamo il problema facendo uffici totalmente di vetro, sarà la cera data ogni giorno sui pavimenti il deterrente per i raptor.

– Cancelli tra i recinti così piccoli e logori che qualsiasi cosa può sfasciarli e comunque alti come un auto quindi scavalcabili da dinosauri più grandi

– Infine, perchè lasciare tutto il controllo di sicurezza in mano a un unico tizio quando possiamo gestire il parco con decine di dipendenti a decine di postazioni? Dipendenti che in caso d’emergenza evacuano il parco lasciando tutta la gestione e un unico tizio. (qui non badiamo a spese)

Evoluzione dei Raptor

Bene, quindi, la ingen impara dai propri errori e finalmente ha dimostrato di avere un parco in perfetta sicurezza, mettiamoci in mezzo anche un allenatore di pokèmon che insegna ai suoi velociraptor ad attaccare al suo comando (dicono che questa cosa sia possibile poichè i raptor dovrebbero aver avuto un intelligenza superiore agli scimpazè, ma effettivamente possono dire ciò che vogliono, non verrà mai fuori un raptor urlando “io la contesto, sir”). Ora una piccola considerazione personale: dicono che i raptor erano intelligenti, ok, ma pur sempre un intelligenza animale! Nel corso dei sequel di JP abbiamo esagerato un po’ mi pare, partiamo dal primo che mostra i raptor capaci di organizzare una caccia, di aprire porte, ok, ci credo. Nel due non fanno molte cose intelligenti, ma nel tre? Oddio, nel tre creano una trappola degna di cecchini russi della guerra fredda, quando non funziona uccidono per dispetto l’esca spezzandogli il collo come in un film d’azione, dimostrano sentimenti come il rispetto e la riconoscenza lasciando vivere chi gli rende le uova?!? non è un po’ troppo? Tralasciamo quello che accade questa volta! Di questo passo i raptor saranno abbastanza intelligenti da scrivere il prossimo sequel!download

Ma il film?

Ora il film in se’: Tanto per cominciare Hammon era morto (cit. Charles Dickens). Lascia tutto in eredità al Tony Stark indiano che decide di demolire i sistemi di sicurezza e inventare nuovi dinosauri con più denti.  Zach e Gray sono i due immancabili bambini, un morto di f**a e un nerd odioso, parenti (guarda un po’) della donna che gestisce tutto il parco dall’alto dei suoi tacchi che non leverà fino a fine film nonostante le corse nel fango, la fuga da un T-Rex e altre peripezie, chiamata Claire. Si unisce a loro Star Lord che rende macho qualsiasi cosa faccia, persino prendere l’ascensore. Viene fuori che il nuovo dinosauro di cui nessuno ricorda il nome è un serial killer genio che sa fregare tutte le poche misure di sicurezza del parco, nonchè reincarnazione di Voldemort con parte dei suoi magici poteri. Indovinate? Scappa! Fa una carneficina di dinosauri per il gusto di ricordare a tutti la scena del triceratopo malato, come a dire “scene simili non ne sappiamo fare più! E avete anche speso 8 euro per capirlo” Tuttavia deve affrontare la realtà delle cose; i bambini di Spielberg sono immortali quindi non si fissa che vuole ucciderli a ogni costo e punta dritto al punto di raduno dei visitatori. Tony Stark che è un eroe decide di volare contro Voldesauro  ed esplode nel tentativo, liberando una serie di pterodattili e uccelli dalla testa di T-Rex che attaccano i visitatori uccidendo la peggior beby sitter del mondo che tanto nel film non aveva ruolo e nessuno si ricorda come si chiama. Intanto un tizio che nessuno si caga, probabilmente il produttore del film, continua a dire “uffa voglio vedere i raptor, star lord fammi vedere i raptor, eddai, ci monto su una gopro e ce li vediamo assieme i raptor” e Star Lord risponde “ok, ma se lasciamo liberi i raptor io li accompagno con la moto perchè sono troppo figo”. Succedono delle cose e i raptor si alleano con Voldesauro. Succedono altre cosette e si arriva al climax del film in cui i Raptor guardano Star Lord e Voldesauro e pensano “ma alla fine.. noi a Star Lord ci vogliamo piùbbene perchè ci tira i topi” e cambiano di nuovo bandiera. Ora siamo nel pieno di un’arena Pokèmon, Star Lord urla “scelgo te BluRaptor, usa doppio team!” e attacca Voldesauro, Claire con i tacchi urla “T-Rex scelgo te, usa attacco combinato con BluRaptor!”. Si menano un po’ finchè Magicarp non usa Splash sul povero Voldesauro finendolo miseramente. T-Rex e BluRaptor si danno un brofirst giurassico e se ne vanno per la loro strada. T-Rex si è ritirato in campagna dove produce vino aromatico mentre BluRaptor ha appena cominciato il suo talk show al posto di David Letterman, ormai estinto più di loro! La ingen prepara il sequel in cui cloneranno Hammond e Mr.Dna1-extraction-mr-dna

 

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[Chaotic!] Kebab Natale

Tutti noi conosciamo quell’uomo. Grosso, grasso, vestito da lattina di Coca Cola ma con un bel berretto in testa. Santa Clause, detto Babbo Natale. Ora, tutti apprezzano quest’ominide per la sua bontà e generosità, in fondo crea regali tutto l’anno per i bambini buoni del mondo e una volta l’anno li distribuisce in tutto il mondo. Ma analizziamo meglio la situazione perchè ci sono dei punti poco chiari! Alla fin fine come conosciamo quello che fa quest’uomo? Da film, da cartoni animati e storielle in generale. Che dati ne ricaviamo?
1. I regali vengono creati dagli elfi, probabilmente grazie alla magia o qualche menata simile, vengono confezionati e incartati da loro.
2. La lista dei regali viene letta dagli elfi o ultimamente da un computer
3. La slitta è tirata dalle renne che per quel che ne sappiamo sono comunque gestite dagli elfi
Rimane alla fine un solo compito, il più importante direte voi! La consegna dei doni! Ma fateci caso, ogni anno il vecchio ha qualche scazzo per cui deve lasciare il gravoso compito della consegna a qualcun altro! Scooby Doo, Alvin, gli animali di Madagascar, Jack Skellingotn, Stewie e Brian, Fred Clause e via dicendo. Ogni anno!
Facciamo due calcoli e scopriamo che quest’uomo non ha mai lavorato un solo giorno in vita sua! Che merito ha? Nessuno! E’ solo un prestanome! Bella scusa “mettete a letto i bambini che se Babbo Natale li vede svegli non consegna nulla” La realtà è che se i bambini fossero svegli vedrebbero in casa loro ogni genere di persona o animale tranne il vecchio grassone! Basta con le scuse e comincia a lavorare, ciccione!”

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[Chaotic!] Novità! La depressione!

NB: post by Chaotic (non by Acas)

Oggi cari amici, caro Claudio, cari tutti, parleremo di un tema che vi farà immediatamente chiudere questa pagina: la depressione. Più nello specifico la depressione da lasciato, che i degustatori ufficiali di depressione valutano come una delle più succose e succulente. La depressione ha fatto la fortuna di molti, il 98% dei cantanti italiani la usano come pretesto per scrivere canzoni e il 97% degli Italiani quando è depresso le ascolta per poter dire “ah! almeno io le mie disgrazie le penso solo e non le canto a mezzo mondo”. (per la cronaca i restanti 2% sono le coppie felice forever e l’1% sono dei cinici insensibili bastardi e tutti noi li invidiamo molto e vorremmo sapere il loro segreto). La depressione in realtà è una gran brutta bestia e come tale va combattuta. I primi a combatterla furono proprio i cavernicoli usando un arma in Alisma plantago-aquatica, scavata nell’estremità. Gli scienziati moderni la chiamano anche cucchiaio. E via questi preistorici affondavano la tristezza in un bel chiletto di gelato al brodo primordiale (prelibatezza ormai introvabile, le ultime scorte nello scantinato di Ferrara, sorvegliate da orribili troll di caverna e troll di taverna che invece dormono nel doposbornia). Ma il cibo non aiuta, anzi! Uno mangia, ingrassa, si guarda, si deprime, mangia, si deprime, si guarda e ingrassa, si mangia e muore. Una soluzione alternativa è uscire con amici e pensare a qualsiasi cosa che non sia la tua depressione. A questo punto nasce un fenomeno che la scienza moderna ancora non è riuscita a spiegare. Quando vieni lasciato, improvvisamente tutti i tuoi conoscenti vengono invitati a una festa dalla tua ex. Questa festa non ha mai fine! Non si colloca nè nello spazio nè nel tempo! Pensate amici, ogni volta che uno viene lasciato si crea una breccia nel tempo che risucchia tutti quelli che possono aiutarlo, quest’esperienza dovrebbe quindi insegnare che se provate affetto per qualcuno e la vostra storia sta finendo è bene legarlo saldamente a qualcosa di pesante o legarlo direttamente a voi stessi! Quando si è depressi inoltre sembra sempre che tutti se la passino meglio di voi! “oh, guarda quegli alluvionati come si divertono!” Perdi completamente ogni senso della tragedia, esisti tu e solo tu e sei l’essere più sfigato dell’universo. Ti muore il cane? Non pensi più “poverino!” pensi “quel bastardo mi ha mollato qui da solo, è come tutte le altre!” e piangi. Quando sei depresso piangi così tanto che ti rendi conto che quegli alluvionati che vedevi prima non sarebbero in quelle condizioni se non fosse per te, ma non ti senti in colpa, pensi “che bastardi, giocano con l’acqua e non mi chiamano! Mi odiano come tutti gli altri” e piangi. In conclusione, pare non ci sia modo di uscirne! Dicono che quando tocchi il fondo puoi ancora riuscire a scavare, i più ottimisti dicono “bene! scavando e scavando sbucherò in Cina!” e a questi babbei dico, si spunti in Cina, ma la gravità ti tirerebbe di nuovo giù e rimarresti imprigionato al centro esatto della terra! Non date consigli se non sapete che guai potete combinare alle altre persone!!!

Sinceramente vostro:
Chaotic_Ground dal centro esatto della terra

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[Chaotic!] “Z” di…

Oggi parleremo di un argomento che ci sta molto a cuore: Zombie, o come vuole il sindacato “diversamente vivi”. Anni ed anni fa, all’alba dei tempi e dei morti viventi, i film dell’orrore trattavano di questi esseri in un modo abbastanza divertente: succedeva un qualcosa e in ogni dove spuntavano mani dal terreno. Qualsiasi terreno. Non ricordo che film fosse ma ricordo distintamente un resuscitato che si alza da un vaso di fiori. Il concetto era “ovunque c’è della terra c’è un morto sepolto sotto”. Immaginate questo becchino che ha finito lo spazio nel cimitero e guardandosi intorno vede un vaso di fiori e pensa “ma si’ chi vuoi che se ne accorga!”. Il concetto di questi esseri è che hanno attiva solo la funzione di nutrirsi, questo è accettabile.. Sì è stati molto più vaghi nel limitare questa funzione! Un essere che ha bisogno di nutrirsi ha comunque la capacità di dire “basta!” uno zombie no, deve mangiare continuamente, per forza, una sorta di Ferrara. Inoltre DEVE mangiare per forza altri esseri umani vivi, questo è motivato da… nulla… Non vedi mai uno zombie dare un mozzico a un panino, a un albero, a na pietra. No. Loro vogliono un uomo a ogni costo, come le zitelle di 40 anni, altrettanto pericolose! E più l’uomo è barricato e armato e più lo vogliono! Un tempo gli zombie cercavano il cervello, in seguito hanno capito che era come cercare un buon programma tv il sabato sera: inesistente. A differenza dei vampiri che negli ultimi anni stanno tendendo a un rincoglionimento precoce (cit. Edward Cullen) gli zombie diventano da delle specie di arteriosclerotici lobotomizzati a degli esseri davvero pericolosi, corrono, saltano, si lanciano col paracadute, vanno a cavallo e insieme ridono giocando a pallavolo, come le donne nelle pubblicità degli assorbenti. La tendendenza dei film horror negli ultimi anni li fa infatti inarrestabili e superiori a quelli di un tempo, forse solo molto più timidi.Con i nuovi zombie resident evil sarebbe stato ingiocabile, invece per fortuna rimane solo inguardabile (a livello cinematografico almeno – la lacrima di Nemesis è stato un brutto colpo per tutti noi) Nei nuovi film gli scienziati o i militari ne tengono un po’ per studiarli. Inevitabilmente vengono divorati, questo perchè non c’è furbizia in questi scienziati. Tieni in camera un mostro che come unica arma ha solo mani e denti e nessuno di loro ha mai pensato di chiudegli la bocca o ammanettargli le mani, li incatenano e stop. Se la catena cede sono spacciati, ma la cosa non sembra preoccuparli! E infatti muoiono. Oltretutto per qualche motivo strano in nessun film di attacco zombie uno dei protagonisti ha visto un film di zombie. Deve entrare per forza in scena un vecchio che dice “dovete sparagli in testa” se no il gruppo di fessi continua a scaricare 8000 caricatori sul loro petto aspettando che smettano di rialzarsi. Ora detto questo, dieci comode regole per scampare a un attacco di zombie.

1 – Apparite poco appetitosi
2 – se un vostro amico/caro/parente, gira per casa vostra bianco come un cadavere, grondante sangue e non fa altro che mugolare guardando fisso il vuoto: prima chiudete la porta poi chiedete se è vivo, non andate ad abbracciarlo o curarlo
3 – Non uscite a cercare il gatto
4 – In casa dei custodi dei palazzi c’è sempre un fucile o un arma di calibro superiore
5 – Non state davanti alla tv, la qualità dei programmi non migliorerà
6 – Quando uno del vostro gruppo dice “torno subito” salutatelo per sempre
7 – la musica dei Queen aumenta la percentuale di danno del 60%
8 – Quando uno del gruppo si tiene il braccio sanguinante (o il collo, o la gamba) e sudato marcio e tremante dice “va tutto bene” forse sta mentendo, meglio controllare
9 – Evitare le foto col cellulare, li fa solo incazzare
10 – SPARATE ALLE DANNATE TESTE

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[Chaotic!] La top 5 degli antifurti da casa

Al 5° posto: Trenino con sagome di gente che fa cose normali in casa, stile mamma ho perso l’aereo. I ladri sono spesso terrorizzati da Michael Jordan o dall’odore di piccolo carbone.
Al 4° posto: Lasciare uno squalo sul divano. Si spiega da se.
Al 3° posto: una tv accesa con scene random da diversi episodi di Lost. Moriranno cercando di ricostruire la trama
Al 2° posto: girare per casa con un costume da velociraptor imitandone gesti e suoni, perchè nessuno ruba in una casa con dei velociraptor.
Al 1° posto: il caro vecchio fossato, da anni ci difende dalle incursioni nemiche, dai draghi e dalla cultura del sapone

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Chaotic!: Hey Team!

Hey Team!
Ci risiamo. cado nel terribile baratro del cinema trash e ritrash. Avevo questa teoria che ci sono un numero finito di idee e che poco a poco la gente tende a riciclarle finchè tutto sarà già stravisto e non esisterà più nulla di nuovo. Quell’epoca è arrivata. Ma non è di questo che voglio parlarvi, e se volessi parlarvi vi telefonerei, invece vi scrissi e voi ora leggiaste (anche voi odiate i verbi?) Parliamo di questa perla? L’A-Team? Un idea originale, un film basato su una serie degli anni 80, basata su una serie di libri ottocenteschi, basati su un volume ritrovato in una grotta risalente al medioevo che riporta un racconto sentito decine di anni prima da un egiziano che in realtà stava solo cercando di vendere una roccia piramidale in esubero che non sapevo più dove mettere. Oltretutto sotto la roccia aveva lasciato le chiavi del cammello e non poteva andarsene. In ogni caso tutti conoscono la storia dell’A-Team, gruppo militare scelto, errore giudiziario, arrestati e degradati, fuggono diventando ricercati ma di nascosto aiutano i bravuomini del mondo, trovando ogni puntata inspiegabilmente un carro armato che risolve ogni situazione. E il tutto vestiti come le ballerine di Degas. Non mi aspettavo niente da questo film ed è quasi tutto ciò che ho ottenuto vedendolo, apparte molte domande. Anche la scelta del cast mi aveva sorpreso inizialmente. Ammettiamolo, ci va del talento per avere a disposizione 98 episodi che vedono muoversi sempre gli stessi 4 personaggi e riuscire a non azzeccare nemmeno un tratto somatico! Si salveranno con l’abbigliamento, direte voi, fessi sognatori! MAI! Niente, a vederli fuori dal contesto del film sembrano solo quattro tizi sporchi che blaterano. Persino a inizio film, in una delle prime scene, Hannibal ferma il camion di Baracus. I due si squadrano, finchè Hannibal non punta la pistola alla testa dell’amico, a quel punto pensi che dica “Perchè guidi il furgone dell’A-Team, tu non somigli affatto a Baracus!” ma capisci che non dice nulla perchè la risposta sarebbe “perchè, tu che c’entri con Hannibal” e il film finirebbe con i due che imbarazzati non sanno che altro dirsi. Invece va molto peggio, il film continua! Hanno creato Sberla più pazzo di Murdock e il team si forma apparentemente senza un senso logico. Ma è solo apparenza, perchè in un soffio ti accorgi che potrebbe essere tutta un allucinazione e allora decidi di assecondarla fino alla fine! Il film continua, dicevo, con vari piani “ben riusciti” ma che chiunque potrebbe dichiarare fallimentari se in questa trama esistesse il concetto di logica o le mimine leggi della fisica. Probabilmente gli studi han degli ottimi avvocati e hanno abilmente aggirato tutte queste leggi. Alla fine è tutta una questione di avvocatura, e finchè ogni spettatore non si porterà in sala un avvocato che urli “obiezione!” quando le scene non hanno senso continueremo a vedere Prequel e Sequel e Remake fatti a caso di qualsiasi cosa ci passava mamma tv quando eravamo piccoli! Presto sugli schermi i Puffi! Che altro dire?
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by Chaotic: QMR: So’ sei

Ed eccoci qui al consueto appuntamento che comincia con la presente delle recensioni dei film del sabato sera, film di qualità che vi consiglio con amore. Ho appena notato che sono le due di notte passate, quindi niente, i film di qualità del sabato sera vengono sostituiti dalla recensione di Saw VI, vi tocca, come tocca un po’ tutti noi. Prima di parlarvi di un “numero 6” è bene fare un passo indietro, per i meno attenti, e spiegare un paio di cose. Sei è il numero naturale dopo il 5 e prima del 7. Detto questo ho deciso di spiegarvi anche cosa avviene prima del capitolo 6 della saga di Saw, e solo scrivendolo mi rendo conto che c’è poco da dire in realtà. Jigsaw Killer, al secolo John Kramer, al diavolo John Kramer e gli altri personaggi, è un serial killer che insegna alle persone che stanno buttando la loro vita tramite varie prove che possono causare anche la loro stessa morte. In realtà secondo la mia opinione è tutta una metafora, la realtà è solo che stanno cercando di insegnare allo spettatore che sta buttando via i suoi soldi tramite sadiche prove che chiamiamo sequel. Nel primo film veniamo a conoscenza del suo modus operandi, lui ti rapisce, ti rinchiude, ti mette alla prova e se passi sopravvivi e sei un uomo migliore, se no sei cibo per vermi, che in questo caso contando la qualità del pasto sono gli unici a perderci. Ora procedendo da sequel a sequel succede una cosa buffa: più si sale di numero romano nel titolo, meno senso ha quel che accade sullo schermo. I killer aumentano, muoino, si deturpano, ma ne nasce sempre uno nuovo che esordisce uccidendo la logica. Ora riassunto degli altri film: tanta gente muore, spesso senza motivo, Kramer muore, viene sostituito da un saw femmina, che muore, e un saw maschio che non muore ma lo meriterebbe. Tante vittime muoiono e nessuno ci capisce una mazza. Un poliziotto è sulle tracce dell’ultimo saw, poliziotto anch’esso, ma finisce in una stanza che lo rende più piatto dei colpi di scena del film. Ora finalmente Saw VI. Nuove torture aspettano nuove vittime, questa volta si tratta di assicuratori, casualmente gli stessi che non han pagato le cure di Kramer. Bhè detto questo ho detto praticamente tutto ciò che succede nel film. Tanti muoiono, alcuni vivono, compare un ennesimo Saw “evviva” dice il pubblico. Unico colpo di scena debolissimo alla fine, ma non lo svelo per gli amanti del cinema, categoria che spero nel sapere che si parlava di Saw non siano arrivati a leggere fin qui. In conclusione, ci sono modi migliori per spendere 7 euro e 50, e se proprio volete delle torture gratuite potete sempre fidanzarvi.

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by Chaotic: Mi spezzo ma non m’impiego

Avere 20 anni circa è una pacchia, hai il futuro di fronte e la possibilità di scegliere una carriera che ti porti lontano da Enrico Papi. Questo era il pensiero comune prima che arrivassero questi anni di gaia disoccupazione. Ora un giovine può aspirare al massimo a diventare un ascoltatore di anziani che come argomento base hanno i cantieri, la prostata o il famigerato “alla tua età ero già molto più vecchio di te, ero sposato e soprattutto avevo un lavoro sicuro come rammenda calzini, alternato a cacciatore part time di minotauri”. Consiglio numero uno: i vecchi esagerano sempre, ascolatateli con le dovute precauzioni. Tappi per le orecchie ad esempio sono sempre utili, ma non dimenticate di assentire ogni tanto o si accorgeranno del coma. Se tutti i vecchi avessero davvero fatto i lavori di cui si vantano i minotauri sarebbero già estinti da tempo e non potremmo vederli scorazzare nei labirinti della Torino bene. Ora viene il problema di cosa fare per ottenere un impiego, perchè di lavori ce ne sono ed è inutile ignorarli, penseranno loro a ignorare voi. Lavori classici come il lustrascarpe, l’informatore della polizia o il pittore di staccionate sono aimè spariti, ma ci sono valide alternative! Si può ad esempio seguire un proprietario di cane da borsetta, molto in voga in questi tempi occasionali, e offrirsi come raccogli cacca. Quelle bestie sono piccole ma producono più letame di quanto possiate mai aspettarvi, sempre che voi siate di quelle persone che si aspettano del letame. Vi sono posti vacanti come semafori notturni o come sfogliagiornali, per fare questo vi bastano due dita, una lingua e una laurea in fisica quantistica con sette anni d’esperienza sul campo. Se volete un lavoro regolare, scordatevelo. Se volete un lavoro continuativo potete diventare dei domandatori, per farlo dovete sono stare in centro città e chiedere informazioni fastidiose su qualsiasi cosa, finchè qualcuno non vi pregherà di andarvene fornendovi dai 10 a 50 centesimi. Potete anche offrirvi come sedia, in questo modo avrete una casa assicurata e potrete conoscere un sacco di gente, vedendola dal suo lato migliore. I lavafinestre funzionano poco a causa delle serrande, potete provare a lavare quelle ma i proprietari della casa potrebbero non pagarvi dato che non vi hanno visto lavorare visto che le serrande erano abbassate. Un lavoro gettonato è il luchetto da bicicletta, consiste nello stare lì e reggerla contro un palo. Ben retribuito, ma qualche mascalzone potrebbe arrivare con delle tronchesi e amputarvi le mani. Altre alternative sono l’apribottiglie e l’accendino, ma ci va un master per poterli fare. Cercate di ottenere un posto da traduttore uomo donna, anche se non siete esperti. Male che vada potrete farli litigare e invece dello stipendio ottenere una donna, che vorrà il vostro stipendio. I lavori esistono amici miei, quindi andate per le strade e trovatemelo.

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